Svårmodet – Aftonro (2026)

Stoccolma parte due. Questa volta però non vi parlerò di una band che ho visto suonare dal vivo in terra svedese, purtroppo. Ma sempre di folk punk stiamo parlando e i protagonisti di questa recensione sono gli Svårmodet con il loro ultimo album in studio intitolato Aftonro pubblicato a febbraio di quest’anno.

Aftonro tradotto significa tranquillità serale, un titolo inusuale per un disco folk punk ma altrettanto preciso per descrivere la musica suonata dal trio di Stoccolma. Infatti la musica degli Svårmodet è si energica ma rimane in una dimensione molto famigliare e intima, evocando l’immagine di una manciata di amici che si ritrovano al tramonto per strimpellare e cantare insieme. C’è anche una vaga sensazione di malinconia nelle nove canzoni presenti nell’album, che enfatizzano la dimensione più riflessiva della proposta della band invece che puntare nella direzione più allegra e/o rabbiosa. Questo sottile velo di malinconia che ben si sposa con il titolo dell’album viene rappresentata in maniera molto convincente dall’artwork di copertina: una scena domestica, una sala da pranzo con stufa e un tavolo pieno di lattine vuote e abbandonate, segni di momenti di festa e compagnia appena terminati e una volpe umanizzata seduta in solitaria sulla panca con lo sguardo perso nel vuoto mentre sorseggia l’ultima birra. Un’illustrazione che sembra evocare quella sensazione di post-party depression ben raccontata dai Days’n’Daze nel loro omonimo brano.

Con solo un banjo, una chitarra acustica e un washboard, il trio svedese riesce a dare forma ad un folk punk convincente e intrigante, a tratti riflessivo e come già detto malinconico, ma non per questo eccessivamente tetro. C’è sicuramente un velo di oscurità che domina l’intero album, probabilmente influenzato da certe sonorità murder folk presenti nella loro proposta, ma viene bilanciata da una generale sensazione di calma e, sullo sfondo, di serenità ritrovata. Il folk punk dei Svårmodet è da ascoltare attentamente e, per chi capisce e parla svedese, cantare tanto in compagnia quanto in solitaria, piuttosto che una musica che invita a danzare. Dopo una breve intro parlata, l’album inizia con quella che è, a parer mio, non solo una delle tracce più belle del disco, ma anche la sintesi perfetta delle sonorità della band. Non ci sono mai momenti noiosi durante l’ascolto delle nove tracce che compongono Aftonro e anzi ogni canzone è a modo suo trascinante e capace di mantenere concentrati durante l’ascolto, perchè anche se lievi le sfumature presenti, danno per fortuna l’impressione di non star ascoltando sempre lo stesso brano. Tra Bestiärio, certi Rail Yard Ghosts e Giz Medium, gli Svårmodet ci mostrano come si suona e compone un buonissimo album di folk punk che si fa apprezzare e fa venire voglia di riascoltare più volte di fila.

Ancora una volta le lande svedesi ci regalano un album folk punk che merita la nostra attenzione, da ascoltare in una di queste serate di fine estate quando il giorno se ne va e la notte è già pronta in agguato. Prendete qualche birra, chiamate qualche amico e fate partire Aftonro, non ve ne pentirete.

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